Il dolore al pollice e al polso può rendere difficili gesti molto semplici, come afferrare un oggetto, aprire un barattolo, usare lo smartphone o sollevare una borsa. Quando il fastidio si concentra sul lato esterno del polso, vicino alla base del pollice, una delle possibili cause è la sindrome di De Quervain.
Si tratta di una condizione che coinvolge i tendini del pollice e può limitare in modo importante le attività quotidiane. Spesso viene definita “tendinite” o “tenosinovite”, anche se oggi sappiamo che il quadro può essere più complesso e non sempre dipende solo da un’infiammazione.
Nel nostro studio REGenerate Fisioterapia di Piazza Cavour a Roma, comodamente raggiungibile dal centro e dalle zone limitrofe, valutiamo e trattiamo la sindrome di De Quervain con percorsi personalizzati, pensati per ridurre il dolore e recuperare la funzionalità di pollice, polso e mano.
Cos’è la sindrome di De Quervain
La sindrome di De Quervain interessa due tendini che partecipano ai movimenti del pollice: l’abduttore lungo del pollice e l’estensore breve del pollice. Questi tendini scorrono all’interno di un piccolo canale situato sul lato esterno del polso.
Quando lo spazio di scorrimento si riduce o i tessuti diventano meno efficienti, il movimento dei tendini può diventare più difficile e doloroso. Per questo motivo, alcune attività che richiedono presa, apertura del pollice o deviazione del polso possono provocare fastidio.
In passato questa condizione veniva spiegata soprattutto come un problema infiammatorio. Le conoscenze più recenti suggeriscono però che, in molti casi, possano essere presenti anche modificazioni degenerative dei tessuti. Questo significa che il trattamento non deve limitarsi solo a “spegnere l’infiammazione”, ma deve considerare anche carico, movimento e funzione.
Quando può comparire la sindrome di De Quervain
La sindrome di De Quervain è più frequente tra i 30 e i 50 anni e interessa maggiormente le donne rispetto agli uomini.
Non sempre è possibile individuare una causa unica. Tuttavia, alcuni fattori possono aumentare il rischio di sviluppare dolore nella zona del pollice e del polso.
Tra questi rientrano:
- utilizzo intenso e ripetuto del pollice
- attività sportive come tennis, golf o mountain bike
- uso prolungato dello smartphone
- alcune attività manuali o ricreative
- gravidanza o periodo post-partum
- presenza di patologie come artrite reumatoide
Contrariamente a quanto spesso si pensa, non sempre esiste una relazione diretta con lavori pesanti o molto ripetitivi. Per questo è importante valutare il caso specifico, senza attribuire automaticamente il problema a una sola attività.
Perché compare dolore al pollice e al polso
La zona coinvolta nella sindrome di De Quervain si trova alla base del pollice, sul lato radiale del polso. In questo punto i tendini scorrono in un compartimento anatomico ristretto.
Quando il tendine o la guaina che lo circonda diventano più sensibili, ispessiti o meno scorrevoli, il movimento può provocare dolore. Questo accade soprattutto quando il pollice viene aperto, quando si afferra un oggetto o quando il polso si piega verso il lato del mignolo.
Dal punto di vista anatomico, possono esistere varianti diverse. In alcuni casi i due tendini condividono lo stesso spazio. In altri, il compartimento è diviso in due sezioni e il disturbo può interessare soprattutto l’estensore breve del pollice.
Queste differenze possono influenzare la presentazione dei sintomi e la risposta al trattamento. Per questo motivo, una valutazione accurata è fondamentale.
Come riconoscere la sindrome di De Quervain
I sintomi della sindrome di De Quervain possono comparire in modo graduale e peggiorare con alcune attività.
I segnali più comuni includono:
- dolore sul lato del polso, vicino alla base del pollice
- fastidio durante i movimenti di presa
- dolore quando si apre o si estende il pollice
- difficoltà ad afferrare o sollevare oggetti
- gonfiore nella zona del polso
- limitazione nelle attività quotidiane
- aumento del dolore quando il polso si piega verso il lato del mignolo
In alcuni casi il dolore è lieve e compare solo durante movimenti specifici. In altri, invece, può diventare più intenso e limitare anche gesti semplici, come scrivere, usare il telefono o prendere in braccio un bambino.
Come si effettua la diagnosi
La diagnosi della sindrome di De Quervain è principalmente clinica. Questo significa che si basa sull’osservazione dei sintomi, sulla storia del paziente e sulla valutazione del movimento di pollice e polso.
Durante la valutazione vengono analizzati il dolore, la mobilità, la forza di presa, la presenza di gonfiore e la risposta ai test specifici. Tra i test più utilizzati ci sono il test di Finkelstein e il test di Eichhoff, che aiutano a valutare il coinvolgimento dei tendini del pollice.
In alcuni casi può essere utile un’ecografia. Questo esame permette di osservare meglio i tessuti coinvolti e valutare eventuali ispessimenti o alterazioni della guaina tendinea.
La valutazione serve anche a escludere altre possibili cause di dolore al pollice e al polso, come problematiche articolari, irritazioni nervose o disturbi a carico di altre strutture della mano.
Il primo approccio: gestione del carico e abitudini quotidiane
Nella maggior parte dei casi, il primo trattamento è conservativo, quindi non chirurgico.
Una parte importante del percorso riguarda l’educazione del paziente. Capire quali movimenti peggiorano il dolore permette di modificare temporaneamente alcune attività, senza immobilizzare inutilmente la mano.
Può essere utile ridurre o adattare:
- movimenti ripetitivi del pollice
- prese prolungate o molto intense
- posizioni del polso che aumentano il fastidio
- attività che scatenano dolore durante o dopo il movimento
L’obiettivo non è smettere completamente di usare la mano, ma trovare un modo più sostenibile per proteggerla nelle fasi più irritabili e riprendere gradualmente le attività.
Tutori, farmaci e infiltrazioni
In alcuni casi può essere indicato l’uso di un tutore o di uno splint. Il tutore aiuta a limitare temporaneamente i movimenti più irritanti di polso e pollice, riducendo lo sfregamento dei tendini e favorendo il controllo dei sintomi.
La durata di utilizzo può variare, ma spesso viene modulata in base alla risposta del paziente e all’evoluzione del dolore.
I farmaci antinfiammatori possono essere prescritti dal medico per ridurre dolore e gonfiore. In alcuni casi, sempre su valutazione medica, possono essere considerate infiltrazioni di corticosteroidi nella zona interessata.
Le infiltrazioni possono dare beneficio sul dolore, ma devono essere valutate con attenzione, soprattutto in presenza di condizioni specifiche come diabete o gravidanza.
Il ruolo della fisioterapia
La fisioterapia ha un ruolo importante nel percorso di recupero della sindrome di De Quervain, soprattutto quando il dolore limita la funzione della mano.
Il trattamento può includere terapia manuale, mobilizzazione dei tessuti molli, tecniche specifiche per migliorare lo scorrimento tendineo ed esercizi terapeutici mirati.
Gli esercizi vengono proposti in modo graduale e devono essere eseguiti senza aumentare in modo significativo il dolore. Possono includere lavoro sulla mobilità del pollice e del polso, esercizi di controllo, rinforzo progressivo e attività funzionali legate ai gesti quotidiani.
In alcuni casi, il fisioterapista può integrare anche tecniche come kinesio taping, drenaggio, trattamento dei tessuti o altre strategie di supporto, sempre in base alla valutazione individuale.
L’obiettivo non è solo ridurre il dolore, ma recuperare la capacità di usare la mano in modo sicuro e funzionale.
Quando può servire la chirurgia
Quando il trattamento conservativo non porta a un miglioramento soddisfacente e i sintomi restano molto limitanti, può essere presa in considerazione la chirurgia.
L’intervento ha l’obiettivo di aumentare lo spazio disponibile per lo scorrimento dei tendini, riducendo attrito e compressione all’interno del compartimento coinvolto.
Dopo l’intervento, la riabilitazione può essere utile per recuperare mobilità, forza e funzionalità, oltre a favorire un ritorno più sicuro alle attività quotidiane.
Se i sintomi persistono anche dopo la chirurgia, è importante rivalutare il quadro clinico, verificare l’esito della procedura ed escludere eventuali complicanze o altre cause di dolore.
Il nostro approccio in REGenerate Fisioterapia
In REGenerate Fisioterapia la sindrome di De Quervain viene valutata considerando non solo il dolore, ma anche il modo in cui la persona utilizza pollice, polso e mano nelle attività quotidiane.
Il percorso può integrare educazione, gestione del carico, terapia manuale, esercizio terapeutico e strategie pratiche per favorire il recupero della funzione.
La sindrome di De Quervain può sembrare un disturbo semplice, ma richiede un approccio preciso e personalizzato. Intervenire nel modo corretto permette di ridurre il dolore, recuperare il movimento e tornare a usare la mano con maggiore sicurezza.
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